CSC OMICRON
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Bisignano - S. Marco Argentano
Domenica 26 ottobre 2014
Ore 07,00
Partenza Soverato Ufficio PT
Partenza Soverato Ufficio PT
Ore 07,30
Stazione di ESSO Policlinico
Ore 09,00
Arrivo a San Marco Argentano, città Normanna adagiata nella valle del Fullone, in posizione strategica tra il mare Jonio e il Tirreno. Nota come Argyros all’epoca del primato sibarite è indicata col nome Argentanum dai Romani e di Argyrano, con la nascita delle dodici repubbliche che avevano come capitale Cosenza. Nel 1048 fu conquistata da Roberto il Guiscardo che eresse la città a base militare da cui partire per le sue conquiste in Calabria. San Marco divenne così, una città fortificata.
Ore 09,00
Arrivo a San Marco Argentano, città Normanna adagiata nella valle del Fullone, in posizione strategica tra il mare Jonio e il Tirreno. Nota come Argyros all’epoca del primato sibarite è indicata col nome Argentanum dai Romani e di Argyrano, con la nascita delle dodici repubbliche che avevano come capitale Cosenza. Nel 1048 fu conquistata da Roberto il Guiscardo che eresse la città a base militare da cui partire per le sue conquiste in Calabria. San Marco divenne così, una città fortificata.
Visiteremo il centro Storico,
la Torre
normanna che conserva quasi intatta la sua struttura originaria. La sua edificazione si riconduce all'arrivo dei normanni in Calabria, ed in particolare a Roberto il Guiscardo, che intorno al 1055 invase il castrum Sancti MArci e ne fece sua fortezza, dirigendo da qui fortune e disfatte in tutte le terre del meridione d'Italia.
La Cattedrale (XI secolo): di pregio la
Cripta con elementi bizantini, normanni, e mussulmani, ed è divisa da dodici
pilastri in pietra in cui si innestano trentacinque possenti arconi a sesto
leggermente acuto. Anch’essa di origine normanna, è popolarmente identificata
come Cripta per la sua posizione al di sotto del Duomo; tuttavia, l'estensione
spaziale e la presenza di feritoie strombate su tutto il perimetro,
lascerebbero pensare ad una fortificazione per il controllo della valle
del Fullone, occlusa alla vista della Torre. La tecnica costruttiva della
Cripta mescola elementi di varie culture (bizantina, normanna,
musulmana); è divisa da dodici robusti basamenti in pietra, dai quali si
innalzano trentacinque possenti arconi a sesto leggermente acuto che sorreggono
volte costruite in cotto con cordonatura a spina di pesce; le particolari
dimensioni allungate del mattore lascerebbero presumere il riutilizzo da
una domus romana. La costruzione quasi chiesa sotterranea si articola in
venti campate che sembrano realizzate di getto. Ne risulta un tipo di
architettura austera ed essenziale, di cruda potenza espressiva.
La nuova articolazione dello spazio e della luce, l’originale soluzione
decorativa del mattone alternato al tufello, il severo impianto architettonico
realizzano una sintesi culturale e artistica che formerà la nuova sintassi
dell’architettura normanna.
L’Abbazia
di S. Maria della Matina, fatta erigere dalla regina Sikelgaita:
secondo le Carte Latine dei Pratesi, la
dedicazione della Chiesa abbaziale a Santa Maria avviene il 31 marzo 1065 alla
presenza dei Vescovi e del duca Roberto il Guiscardo e sua moglie. Dotata di vaste proprietà e privilegi, favorito dai
papi e dai signori normanni, accresce rapidamente il suo prestigio e la sua
potenza. Nel 1092 ospita Papa Urbano II, fautore della
prima crociata (l’invito a liberare il Santo
Sepolcro viene accolto anche da Marco Boemondo, primo figlio del
Guiscardo, che porta al suo seguito molti sanmarchersi). Dall’anno della
fondazione fino al 1221 vi dimorano i Benedettini. Nel 1222 vi subentrano i
Cistercensi, provenienti dalla decadente Abbazia Sambucina di Luzzi che ne
modificano l'impianto con elementri architettonici del gotico cistercense. A
partire dal XV secolo ha inizio il suo inarrestabile declino: nell'800 diventa
proprietà della famiglia Valentoni, che la converte in fattoria agricola. Il fabbricato abbaziale, che appartiene alla fase cistercense,
nonostante le trasformazioni subite nel corso dei secoli è ancora esistente e
comprende: il parlatorio; lo scriptorium; la scala d’accesso ai piani
superiori; l’aula capitolare. Quest’ultima considerata tra i
più raffinati esempi di architettura cistercense in Italia è suddivisa in tre
navi da due pilastri a fascio, su cui si innestano le maestose volte a crociera
costolonate. Esigue
tracce dell’insediamento benedettino si riscontrano in qualche superstite elemento
architettonico, come il muraglione di cinta e la monofora a tutto sesto nel
parlatorio.
Ore 13,00
Pranzo in ristorante tipico
Ore 15,30
Visita centro storico di Bisignano. I numerosi ritrovamenti, testimoniano le antichissime e
importanti origini della Città, in periodi storici che risalgono al XV e XIV
set A.C. I siti archeologici di Bisignano custodiscono, sepolte, le vestigia
della Bruzia Besidiae.
Ore 18,00
Partenza per il rientro fine dei servizi.
Per info e prenotazioni: